LA CORTINA DI FUMO.
INCIDENTI E CONTAMINAZIONI NUCLEARI: QUALE INFORMAZIONE?


In concomitanza con la prima italiana del concerto scenico Three Mile Island, composto e diretto da Andrea Molino, Action&Passion for Peace, con il sostegno della Nazionale Italiana Cantanti e della Fondazione Partita del Cuore-Umanità senza confini,  ha organizzato nel pomeriggio di lunedì 21 maggio al teatro India di Roma una conferenza-dibattito dal titolo "La cortina di fumo. Incidenti e contaminazioni nucleari: quale informazione?".
 Scopo del dibattito era mettere in evidenza come, a partire dalla tragedia del peschereccio giapponese Daigo Fukuryu Maru (all’epoca dei test atomici negli atolli del Pacifico), passando per Three Miles Island, Chernobyl e Fukushima, l'informazione sugli incidenti e sulla contaminazione nucleare non è mai trasparente, anzi è  spesso  falsata, con enormi danni per la salute dell'uomo e dell'ambiente.

Il problema è estremamente attuale e particolarmente sentito dal Movimento delle donne di Fukushima che si stanno battendo strenuamente per combattere la dissennata politica del governo giapponese che ha iniziato a smaltire i detriti contaminati provenienti dalle zone del disastro, diffondendoli in diverse zone del paese per poi bruciarli negli inceneritori e disperderne le ceneri sotto terra o in mare. (Vedi su questo sito un’approfondita informazione al riguardo, unitamente all’appello da inviare alle ambasciate giapponesi nel mondo).

Prima dell’inizio del dibattito, Cristiano Grandi, presidente di Action&Passion for peace, ha letto un messaggio di Giuseppe Onufrio, presidente di Greenpeace Italia, che ha messo in evidenza come tre incidenti nucleari gravi negli ultimi trent’anni unitamente all’irrisolto problema delle scorie radioattive, abbiano demolito il mito della sicurezza della tecnologia nucleare.

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Shirin Ebadi, Premio Nobel per la Pace iraniana, che insieme alle sue colleghe della Nobel Women Initiative, ha firmato lo scorso anno un appello ai capi di stato di tutto il mondo perché abbandonino il nucleare, ha fortemente criticato la politica nucleare perseguita dal governo di Ahmadinejad sia per i pericoli connessi alla elevata sismicità del territorio iraniano, sia per l’abbondanza di risorse energetiche alternative (sole, vento, petrolio) di cui il suo paese è ricchissimo.

Junko Kusumoto in rappresentanza delle donne di Fukushima, di cui potete leggere qui integralmente l’appassionato intervento, ha denunciato senza mezzi termini le inefficienze del governo giapponese nel fronteggiare la crisi del dopo Fukushima e le sue enormi responsabilità nel non voler evacuare gli abitanti, e in particolare i bambini, da gran parte delle zone del disastro e nell’insistere a disperdere le macerie contaminate negli inceneritori di diverse città del Giappone aumentando il rischio del contagio radioattivo.

Paolo Salom, giornalista del Corriere della Sera e autore del libro Fukushima e lo tsunami delle anime ha parlato della sua esperienza di inviato del Corriere a Fukushima e in particolare del fatto che la contaminazione che derivò dall'incidente fu da subito evidente alle autorità politiche e alla comunità scientifica del paese, ma anche a lungo minimizzata e censurata, nel vano tentativo di tranquillizzare la popolazione.

Nino Abrami, presidente dell'Accademia Internazionale di Scienze Ambientali, che si batte per l’istituzione per la Corte Penale Internazionale dell’Ambiente affinchè i crimini ambientali siano assimilati ai crimini contro l’umanità, ha illustrato come tale organismo potrebbe concretamente agire sia a livello preventivo che sanzionatorio in occasione di disastri come quelli di Three Mile island, Chernobyl e Fukushima.

Arnie Gundersen, esperto nucleare e ingegnere capo di Fairewinds Associates, associazione per la trasparenza sul nucleare e le altre fonti di energia, una carriera nell’industria nucleare civile, ha spiegato che cosa possiamo ancora imparare dagli incidenti nucleari del passato, come Three Mile Island e ha dichiarato che, allo stato attuale, nemmeno i reattori di ultima generazione sono  in grado di garantire la sicurezza di fronte a disastri naturali come quello di Fukushima.

Hanno inoltre partecipato al dibattito Karl Hoffmann, giornalista e scrittore che ha raccolto, le testimonianze dell’amico Ignaz Vergeiner, il metereologo austriaco, prematuramente scomparso, che ha messo a nudo la verità –nascosta per oltre 30 anni -  di quanto effettivamente accadde a Three Mile Island. Freddy Grunert dello ZKM Center for Art and Media di Karlsruhe, Andrea Molino, autore delle musiche e direttore del concerto scenico “Three Mile island” e, infine, Andrea Mirò, cantautrice e artista, intensa voce solista nel concerto multimediale, presente al dibattito  anche in rappresentanza della Nazionale Italiana Cantanti che ha concretamente sostenuto l’organizzazione sia del concerto che della tavola rotonda.

Ha moderato l’incontro Rossella Panarese, giornalista di Radio 3, che ha anche ospitato nella sua trasmissione Radio 3 Scienza alcuni partecipanti alla tavola rotonda. Ascolta qui