I Progetti promossi dalla IAES e sostenuti da Action&Passion for peace

LA CORTE PENALE INTERNAZIONALE DELL’AMBIENTE

Lightbox Image Il 25.10.2003 ed il 25.10.2006, a seguito di due significative Conferenze internazionali, promosse dalla IAES, che hanno visto la partecipazione e il contributo di Capi di Stato, Premi Nobel, Ministri di diversi Paesi e Personalità del mondo della Scienza e delle Istituzioni, sono stati approvati due importanti documenti politico-programmatici: la Carta di Venezia 2003 e la Carta di Venezia 2006 . Con il primo documento (Carta di Venezia 2003) sono stati riaffermati alcuni importanti principi in tema di Ambiente già presenti in noti Atti internazionali (tra gli altri la Conferenza di Stoccolma, e l’Agenda XXI), principi come quelli relativi: alla compatibilità tra Ambiente, produzione e lavoro da intendere quali diritti non antitetici ma rappresentativi di valori e principi alla necessità di impegno da parte della Politica di sperimentare, provare ed adottare soluzioni indirizzate a garantire il rispetto degli ecosistemi e dei loro cicli riproduttivi.

Con il secondo documento (Carta di Venezia 2006) si è posto l’accento sulla tutela e sul “come” garantire una sanzione che potesse presentare i caratteri, richiamati nella legislazione comunitaria, della proporzionalità, effettività e dissuasività. Anche qui è stata richiamata l’elaborazione operata dalla Unione Europea sulla responsabilità in tema di ambiente e sulla correlata tutela penale, in base al principio chi inquina paga. Proprio partendo dai principi di tutela elaborati in sede comunitaria la IAES ha sottolineato come lo strumento più efficace di tutela possa essere: a livello mondiale, quello della previsione di una Giurisdizione penale ambientale internazionale, attraverso la previsione di una nuova figura di reato, il Disastro ambientale intenzionale, di competenza della attuale Corte Penale Internazionale che giudicherà, con sede a Venezia in villa Herion, quale Corte Penale Internazionale dell’Ambiente, da attuarsi, principalmente, attraverso la procedura di revisione prevista dallo Statuto di Roma.

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UNA NUOVA ISTITUZIONE COMUNITARIA: LA CORTE PENALE EUROPEA DELL’AMBIENTE

Altro fondamentale obiettivo: l’istituzione di una giurisdizione penale europea competente in tema di reati contro l’ambiente. Una Corte Penale Europea dell’Ambiente, con sede a Venezia, soprattutto dopo la recente approvazione della direttiva comunitaria sulla tutela penale dell’ambiente, potrebbe oggettivamente costituire un precedente ed una seria sollecitazione anche nei confronti del più ampio progetto Corte Penale Internazionale dell’Ambiente.

In questo contesto, la voce dell’Europa unita è di fondamentale importanza e, pertanto, la IAES si augura che presto sia presentata in sede di Parlamento Europeo (PE), e in sede plenaria, con la partecipazione del Consiglio e della Commissione Europea, una proposta di risoluzione, affinché il PE e le altre Istituzioni si pronuncino in favore dei due progetti, risoluzione da trasmettere poi all’ONU ed a tutti gli Stati firmatari dello Statuto di Roma, per la prossima Assemblea degli Stati Parte.

Infine, va anche segnalata, la costituzione, in Villa Herion, di un Osservatorio giuridico-storico-scientifico che, attraverso la partecipazione dei migliori esperti internazionali potrà elaborare schede interdisciplinari, banche-dati e studi per la soluzione di problemi sia giuridici sia scientifici riferiti alla salute dell’Uomo, del Pianeta Terra e dei suoi ecosistemi. Questo ulteriore sforzo scientifico, sostenuto dalla Regione Veneto, ed arricchito dalla collaborazione con diverse Università europee, potrà esser di indubbia utilità, sia per la Corte Penale Europea dell’Ambiente che per la Corte Penale Internazionale dell’Ambiente, che per la stessa Unione Europea.

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