Corea del Sud, 15-17 giugno 2006


Il Summit dei Nobel per la Pace di Kwangju, il primo tenutosi nella penisola coreana, viene organizzato da Cristiano Grandi, nella sua qualità di allora Segretario Generale della Fondazione Gorbaciov Italia, su richiesta dell’ex Presidente coreano e Premio Nobel per la Pace Kim Dae Jung, in collaborazione con l’associazione norvegese Point of Peace di Rune Hersvik.

Il 2006 era, per Grandi e per il il suo staff, un periodo particolarmente denso di impegni. Si svolsero infatti in quell’anno, a luglio, anche il Forum ambientalista Dialoghi della Terra a Brisbane in Australia, promosso dal Premier del Quensland Peter Beattie, (con la partecipazione dei Nobel per la Pace Mikhail Gorbaciov, Betty Williams, Shirin Ebadi e Adolfo Perez Esquivel insieme ai maggiori esperti mondiali di ecologia) e, a settembre, il primo Summit Mondiale delle Madri della Terra, organizzato a Piacenza in collaborazione col Centre of Compassion for Children di Betty Williams che vide la presenza, oltre alla stessa Williams delle altre donne Nobel per la Pace Shirin Ebadi, Rigoberta Menchù Tum e Jody Williams.

L’ulteriore sforzo organizzativo per la convocazione dello speciale summit di Kwangju – venne comunque ritenuto particolarmente necessario e utile per la volonta’ di Kim Dae-jung e del governo coreano allora in carica di dare, attraverso quell’evento, nuovo impulso al processo di riavvicinamento tra le due Coree e di compiere passi decisivi per lo sviluppo della democrazia e dei diritti umani in altre zone calde dell’Asia orientale.

Non a caso i lavori del Summit si aprirono il 15 giugno, sesto anniversario della “Dichiarazione congiunta Nord- Sud Corea” (sottoscritta nel 2000 dai presidenti Kim Il Sung e Kim Dae-jung) che ha dato l’avvio al processo di pace nella penisola coreana.

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Oltre a valutare i passi da compiere per accelerare il cammino verso una futura riunificazione tra le due Coree, i partecipanti al Summit di Kwangju dibatterono, tra l'altro, del problema nucleare nord coreano e del ristabilimento della democrazia e dei diritti umani in Myanmar (exs Birmania).

Per quanto riguarda il nucleare in Nord Corea, i presidenti del Forum, Gorbaciov e Kim Dae-jung, proposero all’assemblea dei Nobel per la Pace di sottoscrivere una proposta di soluzione che, in cambio dell’abbandono del programma nucleare da parte dei nordcoreani, prevedeva che gli Stati Uniti e le altre potenze garantissero la sicurezza della Corea del Nord e la sollevassero dalle sanzioni internazionali al fine di favorirne la ripresa economica. A tale proposito venne prevista la ripresa del dialogo al “Tavolo dei sei” (Stati Uniti, Giappone, Cina, Russia, Corea del Nord e Corea del Sud) e la sua trasformazione in “tavolo permanente” non limitato alla soluzione del problema nucleare nordcoreano, ma impegnato a promuovere la pace non solo nella penisola coreana ma in tutta l’Asia e nel mondo.

Venne inoltre chiesta con forza al governo di Myanmar la restituzione della liberta’ personale e politica di Aung San Suu Kyi, Premio Nobel per la Pace, da anni agli arresti domiciliari, e si concordò di mettere in atto una serie di iniziative per favorire lo sviluppo della democrazia e dei diritti sociali e civili nella ex Birmania, senza ricorrere a conflitti, ma con le soli armi della diplomazia e della nonviolenza.

L’inizio dei lavori fu preceduto da una visita dei Nobel per la Pace al Cimitero Nazionale di Kwangju per rendere omaggio alle vittime del “Movimento Democratico del 18 Maggio” che nel 1980, facendo insorgere il paese contro il sistema dittatoriale allora al potere, restitui’ la Corea del Sud alla democrazia.

I Nobel per la Pace che, insieme a diverse personalita’ di stato e di governo dell’area asiatica, hanno partecipato al Summit furono Rigoberta Menchu’,   Wangari Maathai, Shirin Ebadi, Mairead Corrigan Maguire, Paolo Cotta Ramusino, Segretario Generale delle Conferenze di Pugwash, Claudio Cordone Senior director di Amnesty International, oltre naturalmente a Gorbaciov e a Kim Dae-jung.