FERMIAMO LA DISPERSIONE/ COMBUSTIONE DELLE MACERIE CONTAMINATE DI FUKUSHIMA PER PROTEGGERE I BAMBINI E LE FUTURE GENERAZIONI IN TUTTO IL MONDO

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testata petizione

Dichiarazione di Intenti

I sottoscritti credono fermamente che i detriti dello tsunami presenti nelle prefetture di Fukushima, Iwate e Miyagi devono essere lasciati nel luogo del disastro, poiché sono contaminati non solo da radionuclidi, ma anche da inquinanti organici durevoli come la diossina e l’amianto, che nel lungo termine causano gravi danni alle persone e all’ambiente. Tutti gli sforzi devono essere finalizzati a porre fine alla catastrofe in corso presso la centrale nucleare di Daiichi, e le persone devono essere evacuate dall’area circostante conformemente ai livelli di pericolosità delle radiazioni fissati prima dell’11 marzo 2011. Secondo un gran numero di esperti, Tokyo è già altamente contaminata dai radionuclidi e un altro incidente connesso alla vasca del combustibile esaurito del reattore numero 4 potrebbe contaminare pesantemente il nord del Giappone e obbligare ad una evacuazione dell’area della capitale. Tutti gli sforzi devono mirare ad evitare ulteriori catastrofi. Raccomandiamo di trasferire le persone, e non i detriti radioattivi, in aree non ancora contaminate o meno contaminate dal fallout di Fukushima. La recente linea di condotta del Governo giapponese, volta ad alzare i livelli ammissibili delle radiazioni, va totalmente rivista per riportare quei livelli a com’erano prima del disastro.

Il rischio di un inquinamento duraturo e su larga scala

Oggi il governo giapponese sta utilizzando i soldi dei contribuenti per disperdere sistematicamente in tutto il paese, dallo Hokkaido a Okinawa le macerie contaminate dello tsunami. Queste verranno trasportate via nave, camion e treno attraverso tutto il Giappone per essere poi bruciati in inceneritori che non sono stati progettati per il trattamento di materiali così pericolosi ma che saranno ricoperti dai radionuclidi e daranno origine a scorie nucleari. Anche i filtri, che secondo le promesse del governo avrebbero dovuto impedire al 99% dei radionuclidi di disperdersi nell’aria durante l’incenerimento, sono riusciti a trattenerne solo il 60%. I radionuclidi più longevi (come il cesio-137 che può durare fino a 300 anni) e altri pericolosi agenti inquinanti saranno sepolti in discariche situate sia sulla terra ferma che nell’oceano. Il fatto che La maggior parte di queste discariche non siano progettate per durare più di 100 anni e vengano facilmente danneggiate dai terremoti dovrebbe costituire una grande preoccupazione per i funzionari governativi giapponesi. I rischi per la salute e per l’ambiente che comporta il trasporto e il trattamento dei detriti, si estendono ben oltre i confini delle città che hanno accettato di riceverli: i radionuclidi che li ricoprono possono cadere dai camion, dai treni o dalle navi, o essere trasportati dal vento e dall’acqua anche lontano dalle città dove quei materiali vengono trattati. Radionuclidi provenienti dalla centrale di Daiichi sono già stati rilevati in tutto l’emisfero Nord, e quindi bruciare i detriti potrebbe causare l’inquinamento anche di zone al di fuori del Giappone. Tutti questi possibili rischi vengono totalmente ignorati dalla maggior parte dei funzionari governativi che non si curano della protezione della salute e dell’ambiente per il futuro, per la cupidigia di guadagni immediati. Questo comportamento negligente deve essere subito fermato o una vicenda che è già tragica potrebbe trasformarsi in un disastro ecologico epocale di portata mondiale. Le amministrazioni locali devono assumersi la responsabilità di proteggere i propri cittadini, la propria aria, la propria acqua, il proprio suolo e il proprio cibo dalla contaminazione. Se non è possibile garantire la sicurezza, allora i funzionari delle amministrazioni locali devono applicare il principio di precauzione per proteggere le persone e l’ambiente della propria zona e di quelle confinanti.

Mancanza di impegno e trasparenza

Il Ministero dell’Ambiente giapponese stima che il disastro di marzo abbia generato, nell’area costiera delle prefetture di Iwate, Miyagi e Fukushima, quasi 24 milioni di tonnellate di detriti il cui 20% sarà bruciato in varie località sparse per il paese. Il fatto che la quantità da bruciare sia così esigua, rispetto al totale delle macerie, fa sì che la gente inevitabilmente si chieda il perché di tanta urgenza nell’attuazione di un programma che rischia di inquinare per migliaia di anni un’intera nazione. Inoltre, il tentativo del governo, messo in atto dall’11 marzo 2012, di disperdere rapidamente i detriti per tutto il paese senza eseguire gli opportuni accertamenti riguardo all’impatto ambientale e senza alcuna spiegazione chiara e onesta per la popolazione, solleva molti sospetti sulle vere ragioni che stanno dietro a questo programma e fa apparire inaffidabili i politici che lo sostengono. La contaminazione dei detriti da parte dei radionuclidi è reale e il governo deve farsene responsabilmente carico. Nel novembre 2011, i rilievi effettuati dall’amministrazione della prefettura di Iwate hanno indicato che i detriti contengono 133bq/kg di materiale radioattivo. Questo sarebbe stato illegale prima di marzo, ma il Governo giapponese ha modificato il livello di sicurezza per lo smaltimento dei rifiuti, portandolo da 100 bq/kg a 8.000bq/kg nel luglio 2011, e poi ancora a 10.000 bq/kg nell’ottobre 2011. Il 12 agosto 2011, le misurazioni effettuate sulla corteccia della legna da ardere proveniente dalla prefettura di Iwate hanno dato valori corrispondenti a 1.130 bq/kg, e  le autorità locali di Kyoto, che avrebbero dovuto bruciarla durante un popolare evento religioso, hanno deciso di non farlo a causa della contaminazione che ne sarebbe derivata. Nonostante i dati presenti sul sito internet del Ministero dell’Ambiente indichino che i detriti dello tsunami sono contaminati dai radionuclidi, i politici continuano a sostenere che invece sono sicuri e privi di radiazioni. Le misurazioni mostrate al pubblico nelle pubblicità  e negli eventi di strada a cura del Ministero dell’Ambiente sono state effettuate mediante un contatore geiger, che è in grado di rilevare solo i raggi gamma presenti nell’atmosfera e non di calcolare il tasso di attività totale dei radionuclidi nei detriti (misurato in bq/kg). Inoltre, il governo misura solo i livelli di cesio-137, senza tener conto della presenza di altri radionuclidi pericolosi e altre sostanze inquinanti.

Non giocate d’azzardo con il nostro futuro: applicate il principio di precauzione

E’ difficile calcolare con esattezza le conseguenze di queste iniziative del governo, ma è fuori di dubbio è stato innescato un gigantesco azzardo ambientale che riguarda l’intero Giappone. Il programma governativo di bruciare i detriti porterà alla contaminazione dell’aria, del suolo, dell’acqua e del cibo in aree che non erano ancora state colpite direttamente dal fallout di Fukushima. Noi chiediamo a tutti i responsabili delle amministrazioni locali e a tutti i partiti politici dell’intero Giappone di applicare il principio di precauzione e di non disperdere, bruciare o accumulare i detriti dello tsunami in nessun luogo al di fuori delle zone già contaminate. Le macerie devono essere lasciate sul posto e la popolazione deve essere evacuata dalle aree inquinate come volevano le norme precedenti all’11 marzo. Tutti i profitti derivanti dallo smaltimento dei detriti devono essere spesi per aiutare le zone colpite dal disastro. I sottoscritti pensano che, se le amministrazioni locali procederanno con l’attuale forma di smaltimento delle macerie, assisteremo a un errore imperdonabile del governo giapponese che avrà un impatto funesto sulle vite umane e sull’ambiente per centinaia di anni. Mentre pochi ne trarranno ingenti vantaggi economici, il resto del paese soffrirà a causa dell’inquinamento che le loro azioni avranno causato. Per favore, applicate il principio di precauzione. Proteggete la vostra gente, la vostra aria, il vostro suolo, la vostra acqua, la vostra vegetazione, il vostro cibo e la vostra cultura. Non accettate detriti da smaltire se non siete in grado di dimostrare che potete farlo senza mettere a rischio le generazioni di oggi e quelle future.

Se volete condividere la nostra battaglia, affinchè questo appello sia inviato all'ambasciata giapponese del vostro paese con il maggior numero possibile di sottoscrizioni, vi chiediamo di aggiungere il vostro nome nel form sottostante e di promuovere l'adesione all'appello con chi ritenete opportuno.

Grazie per il vostro sostegno

Iniziatore della raccolta: One World No Nukes[NY,USA]

Sostenitori:

• Bianca Jagger [UK]

• Shirin Ebadi, Nobel Peace Laureate [IRAN]

• Action & Passion for peace, [ITALY]

• Helen Caldicott Foundation [AUSTRALIA]

• Todos Somos Japon [NY,USA]

• SHUT TOMARI [Hokkaido, JAPAN]

• Save Fukushima Children [Hokkaido, JAPAN]

• OKATON [Osaka, JAPAN]

• KansaiFuture [Osaka, JAPAN]

• SHINENTAI [Osaka, JAPAN]

• RadiationTruth.org [NY, USA]
• Team Coco [Fukushima, JAPAN]

• C.A.N. Coalition Against Nukes [USA]

• Protection of Children from Radiation Daito Network [Osaka, JAPAN]
• Green Action [Kyoto, Japan]

• Rete Nazionale Antinucleare [ITALY]

• Abolition 2000 NY Metro [NY, USA]

• DiaNuke.org [New Delhi, INDIA]

• Rock The Reactors[CT, USA]

• Nuclear Information and Resource Service [Washington DC,USA]

• Shut Down Indian Point Now! [NY, USA]

• Street Corner Resources [Harlem NY, USA]

• Beyond Nuclear [MD, USA]

• Ecological Options Network [CA, USA]

• Joanna Macy, PhD [CA, USA]

• Time's Up! Environmental Organization [NY, USA]
• Natural Coast Foundation [Wakayama, Japan]
• Campaign for Nuclear Disarmament [London, UK]
• National Secretary CND Cymru [Welsh, UK]
• Milky Surf Shop [Wakayama, Japan]
• Autonomedia Fukushima Fallout Awareness Network [San Francisco/Washington DC, USA]
• Wakayama Ladies against Nukes [Wakayama, Japan]
• www.sortirdunucleaire75.org [Paris, France]
• www.sortirdunucleaire.org [Paris, France]
• Together N Love [Hawaii, America]
• Restorative Schools Vision Project [CA, USA]
• Berkeley Fellowship of Unitarian Universalists Social Justice Committee [CA, USA]
• Chilla [Kerala, India]
• Teens Turning Green + Search for the Cause [CA, USA]